4/1991
PERCEZIONE E CONOSCENZA

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NOTA EDITORIALE Paolo Francesco Pieri, “La visione e le cose. Una conversazione sulla simultaneità”/Sergio Vitale, “Percezione e identità. Osservazioni sull’accadere del soggetto”/Alfonso M. Iacono, “Valori condivisi e processi cognitivi”/Lucia Pizzo Russo, “Percezione e conoscenza”/Riccardo Luccio, “Complessità e autoorganizzazione nella percezione”/Stefano Tognozzi, “I molti problemi insoluti della percezione che risolve i problemi”/Paola Farneti, “Dalla confusione ‘ronzante e fiorita’ di James al bambino ‘supercompetente’. Note sulla genesi della percezione visiva”/Giorgio Concato, “Note su percezione, intuizione e complessità nella psicologia di C.G. Jung”/Paulo Barone, “Sul non-nato”/Luigi Aversa, “La schizofrenia: una patologia della funzione simbolica. Anomia percettiva e devianza del conoscere”/Paolo Galli, “Lettura razionale dell’oggetto e tenacia dei linguaggi consolidati”/Mariano Bianca, “Oggetto percettivo e percezione”

 

Questa pubblicazione può essere dedicata alla memoria di Cesare Musatti.

E ciò almeno per due buone ragioni. La prima discende dal fatto che il primo Musatti, come tutti sanno, ha lavorato come psicologo e ha riflettuto sulla percezione. La seconda ragione che è quella che a me piace poter sempre ricordare, riguarda quella affermazione di Musatti secondo cui ogni psicoterapeuta o ognuno che si occupi de “la scienza dell’uomo”– come amava dire Heidegger –, dovrebbe avere nel suo bagaglio una formazione medica, psicologica e filosofica.

Queste forme di sapere – accomunate dal fascicolo e talora, per merito degli autori, intrecciate in uno stesso articolo – si sono qui messe a guardare e pensare nuovamente la questione classica della percezione e in particolare i nessi che questa intrattiene con la conoscenza.

Paolo Francesco Pieri

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