Articoli

La rivista “atque” continua la sua pubblicazione in formato cartaceo per i tipi di Moretti & Vitali di Bergamo, ma d’ora in poi gli articoli di tutti i fascicoli – esclusi quelli degli ultimi due anni – sono leggibili (in formato pdf) su questo sito e scaricabili in maniera completamente gratuita.

Sicché i fascicoli di “atque” dal 1990 (anno della sua fondazione) sino a quelli di due anni fa sono ad accesso libero e quindi aperti a ogni forma di ricerca, mentre gli altri hanno un “embargo”, per l’appunto, di due anni – naturalmente il formato cartaceo di tutti i fascicoli rimane disponibile presso le librerie (vedi “librerie amiche”) e ordinabile all’editore (ordini@morettievitali.it).

Essendo digitalizzato l’intero archivio storico, per individuare gli articoli e poterne fare le ricerche sia per autore che per parola chiave, basta consultare questo indice articoli e qualora interessi scaricare il file pdf, cliccare sul titolo.

Ricerca Fascicoli e Articoli
Tipo
Anno
Fascicolo

Empatie radicali e distali

di Mauro La Forgia
«atque», 25-26, 2002, pp. 139-152

 

Iniziamo con una definizione: «L’empatia è una modalità conoscitiva adatta specificamente alla percezione di configurazioni psicologiche complesse».

La definizione appare in Narcisismo e analisi del sé, e cioè in quel testo a cui Heinz Kohut affida una prima sistematica trattazione delle novità da lui apportate alla teoria della tecnica psicoanalitica. Vale la pena di riconsiderarla, a trent’anni di distanza dalla sua formulazione, perché due locuzioni che vi compaiono -e cioè la locuzione «modalità conoscitiva» e il riferimento a «configurazioni psicologiche complesse» – tendono indubbiamente a esprimere una prospettiva epistemologica che faticheremmo ad associare ad alcune, correnti, utilizzazioni cliniche dell’empatia. Taluni esiti (altro…)

La dimora estranea. Note su Freud e Tausk

di Antonino Trizzino
«atque», 27-28, 2003, pp. 139-158

Quanto, infine, resta sconosciuto, è ciò che,

nello stesso momento, riconosco:

sono io stesso, nel momento sospeso della certezza,

io stesso nell’apparenza dell’essere amato, (altro…)

Empatia e introiezione

di Antonino Trizzino
«atque», 25-26, 2002, pp. 153- 170

semi di tutto ciò che ho inmente,

li trovo ovunque.

J. G. Hamann

 1. Delirio e dialogo 

Ricomporre attraverso il contagio affettivo la linea spezzata tra io e mondo e quindi donare senso all’esperienza psicotica è insieme il metro e il fine dell’empatia. È questo lo spazio in cui isolamento (altro…)

Il silenzio del corpo e l’autismo. Dopo oltre cent’anni dalla Psicopatologia della vita quotidiana

di Maria Fiorina Meligrana e Roberto Manciocchi
«atque», 27-28, 2003, pp. 159-172

 

Introduzione

Sono passati oltre cent’anni da quando Freud ha pubblicato “Psicopatologia della vita quotidiana”. Indubbiamente uno dei principali meriti che ancora oggi è possibile riconoscergli come pensatore è quello di aver modificato i confini del “patologico” e del “normale”, mettendo così in discussione l’idealistica immagine unitaria del soggetto autocosciente.

Certo, a partire dall’isteria molta strada è stata fatta passando per il conflitto, per il deficit, per le relazioni oggettuali, per le proposte accomodanti. Oggi appaiono ribaltati diversi problemi. Non si (altro…)

I territori selvaggi e proibiti della soggettività dell’analista

di Stefano Fissi
«atque», 25-26, 2002, pp. 171-198

La via è come la si percorre.

Il Talmud

Il paradosso dello schermo opaco e della soggettività dell’analista

Nello stesso scritto in cui paga apertamente un debito a Jung, riconoscendogli il merito di aver posto l’accento sulla necessità dell’analisi didattica per emendare i residui nevrotici che come una “macchia cieca” affievolirebbero la percezione dell’analista, Freud conia a proposito di quest’ultimo un’altra celebre metafora, quella dell’essere opaco come una lastra di specchio, che rimanda al paziente soltanto ciò che gli viene mostrato . L’idea di Freud è che il processo analitico è localizzato primariamente nel paziente ed è soltanto facilitato dall’analista: perciò, il più importante (altro…)

Antipsicologismo husserliano e anticoscienzialismo freudiano. Spunti comparativi

di Yamina Oudaï Celso
«atque», 27-28, 2003, pp. 173-202

Yamina Oudai’ Celso

 

 

  1. Alle origini di un conflitto metodologico: due modelli teoretici al­ ternativi

Chiunque si avventuri nella frequentazione dei testi husserliani con qualche background di letture freudiane, o viceversa, non può non ravvisare un’evidente affinità di problematiche, di interrogativi, di questioni teoretiche di fondo che, pur nella divergenza delle soluzioni indicate dai due autori, si avviluppano comunque intorno al cruciale dilemma filosofico della soggettività. (altro…)

Il sé vulnerabile

di Giovanni Stanghellini
«atque», 25-26, 2002, pp. 199-218

 

La crisi della psicopatologia e il coraggio della filosofia

 

La psicopatologia ha perso la sua anima filosofica e il coraggio delle grandi sintesi concettuali? Per buona parte degli psichiatri, la parola ‘filosofico’ è sinonimo di ‘speculativo’ e ‘non empirico’, dunque è impiegata per stigmatizzare affermazioni o teorie astratte, non basate sui fatti, non verificabili e co munque lontane dalla pratica medica. Tutt’al più, la filosofia è tollerata dai più indulgenti in quanto cornice storica o antefatto della psichiatria moderna, così come l’alchimia nei confronti della chimica. In nome dell’empirismo e della facile e rapida com prensibilità dei concetti, la (altro…)

Terapia e fenomenologia. Hegel e la psicoanalisi

di Adriano Bugliani
«atque», 27-28, 2003, pp. 203-218

Adriano Bugliani

  1. L’incontro tra Hegel e la psicoanalisi avviene dal punto di vista analogico, attenuando le barriere disciplinarle della definizione, termini e concetti, che lo hanno reso e renderebbero altrimenti raro e difficile. Del resto l’analogia che accosta fluttuando nello spazio eslege e intemporale, sommuovendo somiglianze e differenze, anima l’idealismo da Fichte a Hegel e la psicoanalisi da Freud a oggi. L’incontro che propongo è dunque sotto il segno della libera associazione e della libertà che la pura attività dello spirito, nel pensiero idealistico, ha sempre goduto nei confronti delle proprie concrezioni e transitorio solidificarsi, in quanto essa è “l’inversione di tutti i concetti e di tutte le realtà”, “frenesia”, “disgregantesi natura di tutte le relazioni” e “fiamma divampante che le consuma”, “vortice che si dissolve in se stesso e in se stesso si riproduce”.

(altro…)

Tempo, memoria, empatia

di Amedeo Ruberto
«atque», 25-26, 2002, pp. 219-230

 

1. Devo innanzitutto scusarmi per la grandiosità del titolo: è uno di quegli slanci entusiastici di cui poi rapidamente ci si pente, ma -sempre – dopo che la frittata è fatta. Si tratta di argomenti sui quali si di batte con ben maggiore competenza e autorevolezza da secoli e non si possono contenere in una breve comunicazione. E, a ben vedere, non sarei capace di sostenerne il peso neanche se avessi a disposizio­ne non venti minuti, ma venti ore o venti giorni… Ed è solo molto lievemente consolatorio pensare che tutto sommato, rimanendo in venti minuti che corrispondono grosso modo a cinque cartelle da leggere non troppo in fretta, potrei cavarmela con una pagina virgola sei periodico.Però, a forza di scusarmi, mi rendo conto che sono in qualche modo già entrato nell’argomento più (altro…)

Prefazione

di Bruno Callieri
«atque», 1 n.s., 2006, pp. 11-17

 

A Mario Trevi, la figura più significativa dello junghismo italiano, dobbiamo la profonda revisione critica del pensiero di Jung, del suo innatismo archetipale e di un certo suo sostanzialismo; ma soprattutto cogliamo sempre più la sua meditata e convincente attenzione a valorizzare l’individuazione (la Selbstwerdung ) di fronte alla mente neuronale e alla gruppalità emergente, e ci sentiamo presi a fondo dalla sua teoresi che focalizza la funzione simbolica come attività sintetizzatrice degli opposti.

Nei suoi più noti transiti di pensiero, dalla Interpretatio duplex alle Metafore del simbolo, dall’ombra alle situazioni limite, con la mirabile conseguenza nel delta critico da lui così opportunamente (altro…)